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venerdì 26 agosto 2011

Salesiani per sempre. A Valdocco e a Cogne per prepararsi.


Dal 16 al 27 agosto si è svolto il corso in preparazione alla Professione Perpetua per diciotto confratelli provenienti dalle Ispettorie italiane e da Siria, Perù, Messico e Indonesia che emetteranno in maniera definitiva i voti di obbedienza, povertà e castità nelle prossime settimane. Il corso prevedeva due fasi: fino a domenica 20 a Torino, presso la casa madre di Valdocco, dove don Franco Lotto e don Felice Terriaca, maestri di noviziato della maggior parte dei giovani salesiani presenti, hanno tenuto alcune conferenze sulla spiritualità salesiana, partendo proprio dai luoghi salesiani per eccellenza: la Basilica, cappella Pinardi, la chiesa di San Francesco di Sales, le camerette.
Con la preghiera del Vespro di domenica sera ha avuto inizio la seconda fase del corso, quella degli Esercizi Spirituali. Direttore delle giornate è stato il Catechista dell'Istituto Internazionale Don Bosco di Torino Crocetta, don Stefano Mazzer, mentre il predicatore era don Paolo Fichera dell'Ispettoria Sicula che ha toccato nella conferenze i temi più classici: ascolto della parola, tentazione, consigli evangelici, vita fraterna, missione, devozione mariana... suscitando in tutti i presenti concreti propositi di conversione e adesione rinnovata a Dio e alla via tracciata dalle Costituzioni salesiane. Hanno fatto da splendida cornice agli Esercizi le spettacolari montagne del massiccio del Gran Paradiso, in Val d'Aosta. Il gruppo dei giovani confratelli infatti nel fine settimana si era spostato da Valdocco a Cogne guidato dal Vicario deI Salesiani del Piemonte, Val d’Aosta e Lituania don Silvio Carlin. Tappe intermedie sono state il forte di Bard, la casa salesiana di Chatillon e il paesino di Chamois. Sabato 27 agosto i giovani salesiani rientreranno nelle loro Ispettorie di provenienza: tutti saranno impegnati nella Professione Perpetua, anche se in diverse date, prima della ripresa del nuovo anno educativo-pastorale.

«Nel contemplare il dono della vita consacrata, la Chiesa contempla la sua intima vocazione di appartenere solo al suo Signore, desiderosa d'essere ai suoi occhi "senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa ed immacolata" (Ef 5,27)» [Giovanni Paolo II, 6/1/1997 – 1^
giornata della Vita Consacrata, Roma].

Sia questo l’augurio più grande per i prossimi confratelli professi perpetui, ma anche per tutti i Soci della Congregazione di San Francesco di Sales perché confermando giorno dopo giorno la strada intrapresa siano autentici testimoni dell’amore di Dio che davvero "può riempire una vita."

Luca Indraccolo