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Come ogni anno torna, in concomitanza della festa di don Bosco, la proposta teatrale dei Giovani dell’oratorio salesiano di Vigliano B.se. Il copione che verrà messo in scena quest’anno, è una fortissima favola, dai profondi contenuti pedagogici, ricca di umorismo e di massime sapienziali.
Ci fa rivivere una memorabile serata storica. Il 18 dicembre 1859, 150 anni fa, dopo cena don Bosco chiama 17 giovani del suo oratorio dai 16 ai 22 anni, nel suo studio e a loro propone di farsi salesiani: ha così inizio la Congregazione Salesiana. Un pugno di giovani, parecchi minorenni, sono i cofondatori della Congregazione dei Salesiani. Non era mai successo nella storia della Chiesa.
Temerario don Bosco, ma geniale: a fondamento per il futuro della sua opera ha messo dei giovani. Giovani per i giovani accompagnati dagli adulti. Incredibile, questo Mastro “Boschetto”!
La prima scena si apre in una cava di marmo dove sono posizionati dei blocchi di marmo che chiudono, nel loro gelido involucro, informi sagome di giovani. Nasce un dialogo tra Mastro Boschetto e Lapidex, custode e proprietario malvagio della cava. Lapidex (un nome da obitorio) attende con glaciale voglia di ridurre in polvere gli informi blocchi e costruire anonime statue per il mercato e il giardino degli umani. In un raro e spettacolare balletto sgusciano dai blocchi cimiteriali dei giovani. Le coreografie sono create dalla fantasia inesauribile e sorprendente di alcuni animatori dopo un adattamento rispetto all’originale proposto dai giovani salesiani di Nave. I costumi disegnati e cuciti mettono in evidenza genio e cuore.
Le canzoni, parole e musica composte dai giovani salesiani di Nave, sono a complemento di un recitato pacato e reale, espressivo di intense vibrazioni. Il filo del discorso scorre senza nodi e strappi: alle spalle di Mastro Boschetto c’è “Estro”,“Tante cose sono così, sono un dono, non sai da dove vengono e dove vanno”; è un nobile personaggio ispiratore di nuovo progetto di vita.
Per passare da blocco di marmo a persona nuova occorre un aiuto, un sostegno, una guida e precisa Mastro Boschetto, un’ancora. Un’ancora dice stabilità, ma anche sosta, fissità, immobilismo, stasi, quiete assoluta. Dove piazzare allora, l’ancora per stare al mondo come un capolavoro?
E corre via la trama di sorpresa in sorpresa fino a modellare una coreografia su una proposizione di Mastro Boschetto: ”Fino il mio ultimo respiro sarà per voi miei cari giovani”; la realizzazione visiva “dell’ultimo respiro” è stupendamente simbolica. Il corpo di ballo, costituito da giovani animatori dell’oratorio, si esprime con una coralità di movimenti articolati in sincronica gestualità; non esiste un primo ballerino perché tutti girano in un organismo armonico.
Il finale ti prende proprio. Don Bosco la sera del 18 dicembre 1859 aveva trasformato i suoi marmocchi in educatori dei loro compagni. Mastro Boschetto con alcuni ritocchi farà dei suoi marmi altrettanti scultori.
La favola è particolarmente godibile da giovani, genitori ed educatori, perché, ricorda Mastro Boschetto, “una scultura nasce se qualcuno la ama”.

8 DICEMBRE: FESTA SPECIALE
PER I SALESIANI
L’8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, è anche una festa speciale per i Salesiani. La devozione che don Bosco aveva e tutta la Famiglia Salesiana ha per la Vergine è sottolineata, infatti, da due importanti fatti avvenuti a Torino proprio in questo giorno.
L’8 dicembre 1841, e cioè 169 anni fa, don Bosco “fonda” il suo Oratorio, incontrando nella chiesa di San Francesco d’Assisi, Bartolomeo Garelli, suo primo oratoriano. E lo stesso giorno di sei anni dopo, nel 1847, lui inaugura il secondo Oratorio, intitolato a “San Luigi”, accanto alla chiesa di San Giovanni Evangelista.
Per festeggiare le due ricorrenze sono in programma varie iniziative in tutto il mondo. Ne segnaliamo due a Torino, dove è nato l’oratorio di don Bosco.
A Valdocco: alle ore 10, dalla piazza antistante la basilica di Maria Ausiliatrice, si partirà per la chiesa di San Francesco d’Assisi, situata sulla via omonima. Dopo la Messa, animata dall’Oratorio, un allegro corteo percorrerà le vie del centro cittadino, per rientrare a Valdocco. Qui, si svolgeranno anche le assemblee elettive di tre associazioni salesiane. Dopo il pranzo, alle 16, sarà proiettato il film “Benvenuti al Sud”. Alle 18, “oratoriamo” e cioccolata calda per tutti.
Per informazioni: don Gianni Moriondo, tel. 011-5224.279.
Nella chiesa di San Giovanni, in corso Vittorio Emanuele, alle ore 9.45, sarà celebrata la Messa con benedizione delle squadre sportive e delle attività dell’Oratorio. Dopo il pranzo, in Oratorio, con ingresso da via Ormea 4, giochi e tornei. sarà inaugurata la nuova sala informatica e si sperimenterà il progetto: “Don Bosco dal San Luigi al mondo e il mondo al San Luigi con don Bosco”. Sono previsti collegamenti in videoconferenza, via skype, con le case salesiane presenti nei Paesi di provenienza dei ragazzi che frequentano l’Oratorio: da Tirana a Il Cairo ed Alessandria d'Egitto, da Auschwitz (Polonia) a Bachau (Romania), da Thies (Senegal) ad Abidjan (Costa d'Avorio), da Aleppo (Siria) a Manila (Filippine). Sarà un’occasione per conoscersi e ringraziare don Bosco per questo dono che unisce al di là delle distanze e che dimostra un Oratorio dai mille colori che abbraccia il mondo.
Sarà un'occasione per conoscersi e ringraziare don Bosco per questo dono che unisce al di là delle distanze e che dimostra un oratorio dai mille colori che abbraccia il mondo. Come spiega il direttore don Mauro Mergola. Audio
Per informazioni: don Mauro Mergola tel. 011-65.90.670





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