Sede: via Maria Ausiliatrice 32 - 10152 TORINO / Info: +39 011.5224822 / Segreteria: +39 011.5224414 / Fax: +39 011.5224688 / Email: segretario@salesianipiemonte.it

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martedì 28 aprile 2009

Cena popolare Oratorio Cuneo


Oratorio Salesiano Don Bosco
via San Giovanni Bosco 21 12100 Cuneo
http://www.salecuneo.it/
info@salecuneo.it

lki

Kitambo Music Festival



Sabato 16 maggio all’oratorio don Bosco di Casale un concorso musicale a favore del progetto “Un attimo per il Congo”


Kitambo in dialetto africano significa attimo, quell’attimo che speso a favore degli altri, può rappresentare un grande sostegno a chi è in difficoltà.

Con questo obiettivo nasce il “Kitambo Music Festival” un evento pensato, voluto e organizzato dall’Oratorio don Bosco del Valentino di Casale Monferrato, con il Patrocinio del Comune di Casale Monferrato ed in collaborazione con il Movimento Giovanile Salesiano del Piemonte e della Valle d’Aosta. La manifestazione musicale si svolgerà

sabato 16 maggio

al Mercato Pavia, in piazza Castello, a Casale,

dalle ore 14 alle ore 24


Il programma prevede la partecipazione di 10 gruppi musicali in una non stop che intende non solo coinvolgere le band, ma soprattutto attirare l’attenzione del pubblico sulla situazione di emergenza della Repubblica Democratica del Congo e raccogliere fondi a favore della missione salesiana “Centro Don Bosco Ngangi” a Goma che opera in questo paese africano con bambini e ragazzi in difficoltà.

Contestualmente alla rassegna musicale presso il salone Tartara del Mercato Pavia sarà allestita una mostra missionaria sui diritti umani e sull’emergenza Goma (Congo) e saranno presenti inoltre banchetti informativi delle associazioni umanitarie e di volontariato di Casale e dell’Ispettoria Salesiana.

Il concorso musicale che avrà la presenza di una giuria qualificata, tra cui il conduttore radiofonico e giornalista Andre a Prevignano di Radio Deejay, prevede inoltre l’esibizione e l’intervista dell’ospite dell’evento, il noto cantante Niccolò Fabi, e la presentazione del progetto missionario su Goma con un video e con la testimonianza diretta di due volontari del VIS che hanno vissuto in prima persona l’emergenza sul posto.

Presentatore della serata sarà Egidio Carlomagno.

L’ingresso alla manifestazione avrà il costo di 5 €. L’intero ricavato della giornata sarà devoluto al progetto “Un Attimo per il Congo” che ha lo scopo di far giungere i fondi al Centro Don Bosco di Goma, e sostenerli nell’opera di prima accoglienza fornita dai volontari alle migliaia di profughi, orfani e sfollati che si rifugiano nella missione salesiana.


Per informazioni: Oratorio don Bosco – Corso Valentino 66 – 15033 Casale Monferrato 0142-74378 posta@oratoriovalentino.org - www.oratoriovalentino.org

- www.kitambo.it




sabato 25 aprile 2009

SAPIENTIAM DEDIT ILLI

Città adottiva di Don Bosco, Torino conclude la giornata del 25 aprile, festa della Liberazione e festa del Grazie della Famiglia Salesiana, con un concerto celebrativo dei 150 anni di fondazione della Congregazione Salesiana presso l’Auditorium RAI. Tra le autorità religiose sono presenti : monsignor Martinacci, in sostituzione del Cardinale Arcivescovo,don Pascual Chavez, Rettor Maggiore dei Salesiani, con il Vicario, don Bregolin, l’Ispettore, don Stefano Martoglio, don Sergio Pellini, delegato della Famiglia Salesiana per il Piemonte e la Valle d’Aosta. L’Istituto delle FMA è rappresentato dall’Ispettrice, suor Celestina Corna, e dalla Vicaria, suor Giuseppina Franco. Il Sindaco Chiamparino, prima della della manifestazione ,saluta il Rettor Maggiore. Tra le autorità civili: Marco Borgione, Gianna Pentenero, assessore alla formazione, Antonio Saitta, il sottosegretario Davico, il dott. Morese, il dott. Civello, direttore generale dell’alta formazione artistica , il dott. Giuseppe Pizza, sottosegretario all’istruzione.

Sono presenti inoltre assessori dei Comuni di Cuneo, Foglizzo, Lombriasco e rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e dell’Esercito.

Il pubblico è costituito dai componenti di tutti i gruppi, religiosi e laici, della Famiglia Salesiana operanti in Piemonte. Numerosi i confratelli salesiani che celebrano il giubileo di professione o del sacerdozio: dai 25 agli 80 anni! Esponenti del mondo artistico e musicale, la dott. Pacciani, direttrice del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, e la prof. Debernardi, docente al Conservatorio.




150° - Concerto, Torino

Partita da Valdocco l'insigne reliquia di don Bosco

In occasione dei 150 anni della Congregazione è partita oggi dalla Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino l’urna contenente l’insigne reliquia di san Giovanni Bosco, che comincerà un pellegrinaggio lungo i 130 paesi in cui è presente il carisma salesiano. Prima tappa il Lazio dove rimarrà per due mesi per poi attraversare l’Oceano e giungere in Cile e in Argentina per un viaggio di oltre due anni. Il senso di questo pellegrinaggio è stato così spiegato dal Rettor Maggiore, don Pascual Chavez Villanueva: “Dopo la felice esperienza vissuta con il pellegrinaggio della reliquia di San Domenico Savio – ha detto don Chavez – e dopo le manifestazioni di apprezzamento che giunsero, ho immaginato quanto potesse essere bello e importante far arrivare il nostro caro don Bosco in tutti i paesi in cui operiamo e offrire ai tanti giovani e alle famiglie la possibilità di sentirlo ancora più vicino. Il pellegrinaggio – ha aggiunto il Rettor Maggiore – ci richiama al XXVI Capitolo Generale nel quale vivemmo l’esperienza di tornare a don Bosco per ripartire da lui per costruire una storia di salvezza e santità. Oggi don Bosco, il dono più bello che l’Italia ha dato ai ragazzi del mondo, vuole andare là dove sono i suoi figli, i giovani, vera luce e speranza per il futuro”. Una folla festante ha quindi salutato l’ingresso nel cortile interno di Valdocco dell’urna che riproduce quella presente nella Basilica di M;aria Ausiliatrice e che contiene l’insigne reliquia di San Giovanni Bosco, la mano destra “benedicente”. Il Rettor Maggiore ha così proceduto alla benedizione: “Fà che illuminati dall’esempio di San Giovanni Bosco – ha pronunciato don Chavez – in ogni parte del mondo, sollecitati da questa immagine e dai suoi insegnamenti, procediamo sulle orme del Signore, fino a che si formi l’uomo perfetto nella misura piena della statura di Cristo”.

Maurizio Versaci




Fotogallery Urna nuova





Valdocco 150 anni, festa con Pascual Chavez

"Portare i ragazzi al centro della vita: questo l'insegnamento di don Bosco". Lo ha detto il Rettor Maggiore don Pascual Chavez questa mattina nell'omelia pronunciata nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, per la Festa della Riconoscenza e della Famiglia Salesiana. Una giornata, quella odierna, che rientra nei festeggiamenti organizzati per il centocinquantennario della Congregazione. Al termine della solenne celebrazione il Rettor Maggiore ha benedetto l'urna con una significativa reliquia del Santo che, partendo da Valdocco, peregrinerà per tutti i paesi del mondo in cui è presente la Congregazione fino al bicentenario della nascita del Santo.

Paola Riva

Ma ascoltiamo le sue parole:
Omelia - in MP3
Omelia - in PDF
Audio 1
Audio 2
Intervista a don Chavez


* si ringrazia




Fotogallery

I giovani al centro

“I giovani al centro”: la solenne concelebrazione
a Maria Ausiliatrice per i 150 anni della Congregazione

“Mettere i giovani al centro”. Con queste parole don Pascual Chavez Villanueva, Rettor Maggiore dei Salesiani ha salutato le centinaia di persone presenti alla Solenne concelebrazione eucaristica svoltasi questa mattina nella basilica di Maria Ausiliatrice a Torino in occasione del 150° anniversario della Congregazione Salesiana. Presenti i rappresentanti della famiglia salesiana ed in particolare dell’Ispettoria piemontese, la concelebrazione, animata dal coro Interuniversitario di Roma diretto da don Massimo Palombella S.D.B., ha permesso ai presenti di immergersi nel carisma salesiano, attraverso le parole del nono successore di Don Bosco. “Amare i giovani – ha detto il Rettor Maggiore nel corso dell’Omelia – ma soprattutto farli sentire amati: è questo il compito che ci attende. Oggi come allora i giovani vivono la delusione, la mancanza di fiducia in se stessi, le enormi difficoltà nel mondo del lavoro, sentendo lontana la generazione adulta e la società che li circonda. Come don Bosco che si lasciò modellare dal Vangelo incarnando la maternità pedagogica della Chiesa, anche noi oggi siamo chiamati a farci piccoli, ad organizzare la nostra vita attorno ai bisogni, alle aspirazioni, ai diritti e alle attese dei giovani, pregando per loro e con loro, condividendone i vari passaggi della vita con la presenza amichevole, per liberarli da esperienze deleterie e accompagnarli fino a Cristo. La globalizzazione non riguarda solo l’economia – ha aggiunto don Chavez - ma deve toccare anche l’amore, frutto di uno sforzo solidale affinché tutti possano trovare una casa, una famiglia così come fece don Bosco con i suoi ragazzi. Egli ci ha lasciato questa grande scommessa: i giovani, ai quali parlare con il linguaggio dell’amore, tutto il resto non conta. Da mihi animas cetera tolle è l’imperativo sempre presente nei nostri cuori, per costruire una cultura dell’educazione preventiva basata sull’amore, perché è meglio prevenire che reprimere”. Prima della benedizione finale un lungo applauso ha sottolineato gli auguri formulati al Rettor Maggiore dalla famiglia salesiana e la riconoscenza che l’Ispettore del Piemonte e della Valle d’Aosta don Stefano Martoglio ha voluto esprimere a don Chavez grazie al quale – ha detto “Don Bosco vive nei cuori di tutti”.

Maurizio Versaci





L´Ordine fondato da don Bosco compie un secolo e mezzo.
L´orgoglio di
don Pellini: "Uno stile fatto di cultura e lavoro"
"Generazioni di torinesi sono cresciute coi Salesiani"
adfasdf
"Il nostro modello? Amicizia, capacità di ascoltare, fede.
Le accuse di
Onfray ci hanno ferito"


Millecinquecento religiosi a Torino e provincia, un esercito che non è stato risparmiato dalla crisi delle vocazioni «ma che certamente è fatto da uomini e donne di qualità». I salesiani celebrano oggi a Valdocco i 150 anni di fondazione dell´ordine con la presenza del rettor maggiore Pascual Chavez Villanueva, in questi giorni in visita a Torino. L´ordine venne fondato il 18 dicembre 1859. Le celebrazioni di questi giorni sono l´occasione per riflettere sul ruolo di una congregazione che da più di un secolo è tra i protagonisti della vita della città. Don Sergio Pellini è il vice ispettore, il numero due dei salesiani torinesi.


Don Pellini, qual è oggi la missione dei salesiani a Torino?

«È, ovviamente aggiornata ai tempi, quella di sempre: puntare sulla formazione dei giovani per promuovere un sistema educativo applicato nelle scuole, negli oratori, nei centri di formazione professionale, divulgato attraverso case editrici come la Ldc e la Sei, attraverso mezzi di comunicazione come le radio e le tv».


Qual è l´essenza del vostro metodo educativo?

«Il nostro è innanzitutto uno stile. Fatto di amicizia, della capacità di ascoltare i giovani, della convinzione, che animò don Bosco, che attraverso l´educazione e l´apprendimento di un mestiere si riesce a dare ai ragazzi uno stile di vita, delle regole, una capacità di credere, una fede. I primi ragazzi riuniti da don Bosco nell´oratorio erano ragazzi poveri, che avevano storie difficili alle spalle, per i quali imparare un mestiere poteva essere la strada verso un riscatto non solo sociale ma anche morale». Storicamente le scuole professionali dei salesiani torinesi sono servite a preparare le aristocrazie operaie della grande industria».


Oggi qual è il legame tra la vostra congregazione e le aziende?

«Ha continuato ad essere molto forte. Proprio in questi giorni viene inaugurato a Chatillon un centro di formazione realizzato in collaborazione con la Fiat per avviare i ragazzi all´uso dei nuovi macchinari che vengono introdotti sulle linee di montaggio. Questo non avviene solo con le aziende metalmeccaniche ma anche con società che operano in altri settori come quello della grafica».


La vostra non è solo una formazione tecnica ma anche culturale. Nel corso del Novecento nelle vostre scuole si è formato il nocciolo duro mdei capisquadra della Fiat. Oggi quali valori trasmettete ai loro eredi?

«Il nostro obiettivo è certamente quello di formare dei bravi professionisti ma soprattutto di formare degli uomini. Il fatto che la persona sia al centro del nostro insegnamento è in linea con il nuovo modo di concepire i rapporti tra dipendenti sui luoghi di lavoro. In questo, forse, siamo stati degli anticipatori».


Recentemente il filosofo Michel Onfray ha espresso, proprio a Torino, un duro giudizio sui salesiani che ha conosciuto da bambino in morfanotrofio. Esistono ancora i convitti-caserma cui faceva riferimento Onfray?

«Ho letto quell´intervista e confesso che sono rimasto ferito da quei giudizi. Certo, tutti siamo perfettibili e anche noi salesiani possiamo aver commesso degli errori. Devo dire che non è facile governare istituti come gli orfanotrofi dove i ragazzi non arrivano certo per loro volontà ma per condizioni familiari difficili. In ogni caso mi sembra che Onfray parli di situazioni che in Italia non ci sono più da tempo. In Piemonte abbiamo un solo convitto, a Lombriasco, in cui i ragazzi vivono per lunghi periodi. Oggi il problema non è quello di avere una disciplina rigida. Chiedere il rispetto di alcune regole può diventare un elemento importante per l´educazione dei ragazzi».


Paolo Griseri

venerdì 24 aprile 2009

Don Pascual Chávez Villanueva cittadino braidese


La pioggia non ha frenato l’entusiasmo dei tanti ragazzi che attendevano il Rettor Maggiore a Bra per i festeggiamenti del cinquantesimo anno di fondazione della casa salesiana. Un centinaio l’hanno accolto in tuta da lavoro nel cortile dell’istituto di viale Rimembranze. Dopo il benvenuto da parte del direttore della casa, don Bartolo Pirra, la parola è passata al Presidente degli ex allievi di Bra, Valter Manzone che ha voluto porgere il saluto in spagnolo.



Fotogallery


Giubilei di Professione e Ordinazione

Celebrazioni

25 Aprile, Ispettoria in festa

Il 25 aprile, per il 150º anniversario della fondazione della Congregazione, si celebra nella Casa madre di Torino-Valdocco la «Festa della riconoscenza e della Famiglia salesiana».
In programma la Santa Messa, alle ore 10 nella Basilica di Maria Ausiliatrice, presieduta dal Rettor Maggiore don Pascual Chavez.
Nel pomeriggio, alle 16.30, il concerto a ingresso libero «Sapientiam dedit illi», all’Auditorium Rai.
Gli eventi saranno trasmessi in diretta tv su Telepace a cura di «Missioni don Bosco-media center» e, in stream, su www.missionidonbosco.tv.

Sentiamo il Vicario Ispettoriale dei salesiani per il Piemonte e la Valle d'Aosta, don Sergio Pellini

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In occasione della ricorrenza del 150esimo anniversario della Congregazione Salesiana, ricordiamo l'attività della Federazione Servizi civili e sociali (Scs) nata nel 1993, sotto l'impulso del Centro nazionale opere salesiane. Oggi, attraverso i propri soci federati, conta 26 case famiglia o comunità residenziali per minori, 30 centri diurni, 15 strutture per giovani con problemi di dipendenze e, grazie all'impegno quotidiano di circa 5 mila operatori tra soci e volontari, riesce ad accogliere ogni giorno migliaia di ragazzi in condizioni di disagio ed emarginazione sociale su tutto il territorio nazionale, a creare per loro percorsi educativi e formativi, a migliorarne, per quanto possibile, le condizioni di vita.

Sentiamo il Presidente, don Domenico Ricca - Audio

Quali sono le vostre priorità oggi nei confronti dei ragazzi? - Audio

Don Ricca, il suo augurio per il futuro - Audio

* si ringrazia


giovedì 16 aprile 2009

CARTEGGIO DI SAN GIOVANNI BOSCO

Media Agency Provincia di Torino

www.provincia.torino.it

Torino, 15 aprile 2009

21 lettere autografe ed un biglietto scritto a pochi giorni dalla morte

TRA I TESORI DELLA BIBLIOTECA STORICA DELLA PROVINCIA DI TORINO

UN CARTEGGIO DI SAN GIOVANNI BOSCO DEL PERIODO 1856-1888

Domani il Presidente Saitta accoglierà a Palazzo Cisterna

il Rettore del Santuario di Maria Ausiliatrice

e gli mostrerà le lettere conservate nella Biblioteca.





Si ringrazia Telesubalpina per la disposizione del video.

martedì 14 aprile 2009

50 anni di Salesiani al 'Cristo'

Con il progetto “Storia di Storie”, i Salesiani operanti al Cristo in Alessandria festeggiano nel corso del 2009 il 50° anniversario della propria presenza. Una presenza, presso la sede di corso Acqui 398 e con la Parrocchia San Giuseppe Artigiano, che si è concretizzata in tutti questi anni in un’azione certamente “pastorale”, ma anche di grande valenza educativa e di promozione sociale.
Le molteplici iniziative in cui si articola il progetto spaziano dall’attenzione ai più piccoli, agli adolescenti, ai giovani, alle famiglie, ai parrocchiani così come a coloro che ruotano attorno alle attività sportive della PGS Don Bosco, dagli allievi del CNOS-FAP a tutti coloro — e sono tanti essendo il “Cristo” una delle aree di maggiore densità demografica della Città — che hanno beneficiato e beneficiano dell’opera dei Salesiani presso il Centro Don Bosco.
In “Storia di Storie: 50 anni di Salesiani al Cristo” l’Amministrazione Comunale di Alessandria (in particolare l’Assessorato alle Politiche per la Famiglia, l’Educazione e la Solidarietà Sociale) ha riconosciuto tutte le caratteristiche di un progetto che merita di essere sostenuto: sia per il riconoscimento alla valenza “storica” di questo anniversario, sia per l’oggettivo permanere ancora oggi di una azione pastorale e di una “animazione” che, ispirandosi alla grande intuizione pedagogico-educativa di Don Bosco, continua a trasmettere ai giovani (e alle loro famiglie) motivi di crescita non solo cristiana, ma anche umana e di responsabilizzazione all’impegno civico. Il percorso progettuale, inoltre, si presenta in una linea di coerenza anche con l’elaborazione progettuale che l’Assessorato Comunale alle Politiche per la Famiglia, l’Educazione e la Solidarietà Sociale sta concretizzando quest’anno, ossia il progetto denominato “Ambiente/Ambienti: l’uomo responsabile del creato e di relazioni di comunità”, nell’ambito dell’azione strategica dello sviluppo di comunità.
Durante la conferenza stampa svoltasi lo scorso martedì 7 aprile presso il Centro Don Bosco si è fatto il punto della situazione circa lo svolgimento del progetto stesso, dopo l’avvio con l’inaugurazione già dello scorso 5 dicembre e alcuni eventi di rilievo (quali, tra l’altro, la presenza delle spoglie di San Domenico Savio ad Alessandria).
Presenti alla conferenza erano Teresa Curino (Assessore alle Politiche per la Famiglia, l’Educazione e la Solidarietà sociale), don Michele Molinar (Direttore del Centro Don Bosco e Parroco della Parrocchia San Giuseppe Artigiano), don Claudio Giovannini (Direttore dell’Oratorio), Maurizio Rena (Direttore del CNOS-FAP - scuola professionale di Alessandria e Serravalle Scrivia), Cristina Lo Forte (psicologa ed educatrice del Centro Diurno e dell’Oratorio), Benedetta Buzzi (maestra della Scuola dell’Infanzia don Bosco) e Claudio Guasco (Presidente della PGS don Bosco - polisportiva calcio).
Nell’incontro si sono, in particolare, presentate le azioni in programma fino all’ottobre prossimo, soffermandosi sulle iniziative della primavera-estate (incontro con il Superiore Generale don Pascual Chavez Villanueva, il 23 maggio, la grande festa del Cinquantesimo al Teatro Comunale, il 5 giugno, l’Estate-Ragazzi & Sere d’Estate, dal 15 giugno al 31 luglio, l’esperienza di “famiglia allargata” ad Annecy, dal 3 al 6 luglio…).
«Un progetto — ha sottolineato Teresa Curino — che, insieme al Sindaco Piercarlo Fabbio e alla Giunta Comunale, abbiamo inteso sostenere riconoscendone la significatività e l’importanza non solo di anniversario storico, ma anche per il “messaggio” che continua a lanciare attraverso la dedizione della comunità salesiana: una “storia di storie” che si intreccia fortemente con lo sviluppo complessivo della nostra comunità locale a cui l’Amministrazione Comunale guarda con il massimo impegno». [G.A.]


Fonte: http://www.inalessandria.it/articolo.asp?Id=16764


martedì 7 aprile 2009

FAMIGLIA SALESIANA: una forza al servizio della Chiesa

Sembrava una pazzia, nella Torino massonica del Risorgimento, all’indomani dell’approvazione delle leggi Siccardi, che avevano eliminato privilegi del clero e decretato la chiusura di parecchi conventi, anche soltanto pensare di fondare una congregazione religiosa.

E quel giovane prete astigiano aveva rischiato di essere considerato pazzo, quando diceva di vedere, nel posto da lupi che era Valdocco, cortili pieni di gioventù e una grande chiesa. Ma lui li vedeva davvero, nei suoi sogni, con la stessa concretezza con cui oggi i Torinesi li toccano con mano. E con la stessa chiarezza vedeva i suoi futuri Salesiani avventurarsi nelle pianure della Patagonia ed arrampicarsi sulle Ande. Il piccolo prete sarebbe diventato un grande santo, continuando ad essere semplicemente ed affettuosamente, per tutti, Don Bosco.